Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/182

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amabili scioccherie di messer Cesarino, nè d’altre consimili occupazioni che fecero passar la giornata a guisa d’un lampo. Gli è così che passano tutte, per la gente felice. E chi non n’ha avuto di somiglianti nella sua vita? Chi non è stato, una volta almeno, e nella sua misura, felice?

Frattanto, ella non aveva più fatto cenno, nè mostrato di ricordarsi della cagione che ci teneva colà, dopo avere interrotto il nostro viaggio. Ora, se ella taceva, era anche più naturale che non fiatassi io. Mi tornava alla mente quel filo di ragnatelo che i musulmani dicono esser teso a mo’ di ponte sull’abisso per condurre i credenti alle beatitudini del paradiso. Anche la mia felicità poggiava su d’un filo; se questo mi si rompeva, povero a me, precipitavo nel bàratro.

Per altro, venne la notte, e, quantunque a malincuore, dovetti pure annunziarle che