Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/240

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soverchia diffidenza, poichè, riposti i quaderni, lasciò davanti a’ miei occhi la busta, su cui le medesime iniziali si potevano leggere in oro, con altri ornamenti per giunta. Le fui grato di quella cortesia, e non pure mi ritenni dal guardare, ma voltai le spalle alla busta. Guardavo lei; nel suo pensiero avrei voluto leggere; e vedendola turbata nell’aspetto, intesi che ella doveva, nella mia assenza, aver preso un partito.

Difatti, senza darmi il tempo di esprimere colle parole la domanda che mi balenava dagli occhi, mi chiese:

— Potreste andare fino a Bologna?

— In capo al mondo; — risposi.

— A che ora?

— Aspettate; dò un’occhiata all’orario. Ecco; il treno di Foggia passerà alle tre e mezzo. Andrò con questa corsa; sarò sulla mezzanotte a Bologna. Che debbo io fare laggiù? —