Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/285

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cuore è mio. Lo porterò con me; — soggiunse, con una strana espressione di voce e di sguardo, da cui trapelava un intimo convincimento, misto di amore, di tristezza e d’orgoglio; — lo porterò con me, ne son certa. —

Dalla gelosia alla sicurezza, dal dubbio alla fede; erano questi trapassi in lei naturali, o, per dire più veramente, era la nostra condizione particolare che portava questo continuo ondeggiamento d’affetti. Del resto, il pensiero di doverci lasciare quando che fosse, era come un’intesa tra noi, ed ella spesso ne toccava, sebbene alla larga e senza fermarcisi su. Si poteva credere che da questo patto soltanto ella attingesse la forza di rimanere con me. Quella triste prospettiva sembrava essere la sua salvaguardia, il ferreo vincolo imposto alla sua stessa volontà, la cura incresciosa con cui mortificava lo spirito, quasi volendo dal cielo farsene perdonare le ebbrezze.