Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/296

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sulla spianata, si alzò dal sedile e si mosse per venirmi incontro. Io mi affrettai alla sua volta e la trattenni. E qui, o perchè vedessi il vero, o perchè m’ingannasse il mio pensiero dominante, mi parve che ella avesse pianto pur dianzi. La contemplai un tratto in silenzio, nè ella potè sostenere la mia guardata senza farsi vermiglia.

— Voi volete partire! — le dissi.

Ricorderò sempre lo sguardo che ella mi volse. Non le era bastato l’animo per rispondere; ma in quello sguardo mi si dipinse un così acerbo rammarico, che io ne fui commosso nel più profondo del cuore.

— Non è già che vogliate; — soggiunsi allora, con accento di tenerezza; — lo dovete. Non è egli così? —

E senza aspettare la sua risposta, mi lasciai cadere sul sedile, disfatto dal mio medesimo sforzo.