Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/297

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Ella non disse parola. M’intese e vide altresì d’essere intesa; che altro era da aggiungere? Si avvicinò a me, piamente; mi cadde ginocchioni davanti; distolse con soave violenza le mie mani dal far puntello alle guance; adagiò la sua fronte sul mio petto, come per chiedermi perdono e darmi la ricompensa di uno strazio così grande. Ed io la trassi a me, la strinsi nelle mie braccia, piangendo, inebbriandomi di dolore con lei.

— Orbene, — le dissi, dopo aver dato sfogo alle lagrime, — voi partirete, poichè ciò è necessario e non si può far contro al destino. Ma io ve ne prego, ve ne supplico, lasciatemi respirare; lasciate che la mia mente si avvezzi a questa separazione. Dite, angiolo mio, quanti giorni mi concedete ancora? —

Ella mosse le labbra per rispondermi; ma