Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/305

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fianco. Ahimè, quel dolore superava le mie forze.

— Resta, — le dissi, — e dimentichiamo il mondo! —

A queste parole essa lampeggiò una strana occhiata, che mi provò come avessi toccato sul vivo. Stette irresoluta un istante; poi, come trascinata da una forza irresistibile, mi chiese:

— Lo vuoi? —

Erano due parole, due sole parole, e mi scoprivano un abisso. Io ne sentii ad un tempo allegrezza e paura, e a mia volta rimasi taciturno, guatandola. Pari al gladiatore animoso, che, caduto supino sul campo, offre la gola all’ultimo colpo del suo vincitore, la mia povera bella attendeva, simulando un sorriso. Ma io non ne fui tratto in inganno; vidi gli spasimi che quel sorriso costava; vidi memorie lontane, affetti