Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/304

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l’allegrezza nei cuori, a me, a me solo, avrebbero portata la morte. Non era forse la morte il partire di là, dove nell’amor suo avevo attinto la vera coscienza della vita? E la mia anima si ribellava a quell’orribile pensiero; e soffrivo, tacendo, soffrivo tormenti ineffabili.

Ella mi guardava in silenzio, quasi covandomi co’ suoi grandi occhi pensosi, donde tralucevano insieme tristezza e compassione profonda. Imperocchè a lei non isfuggivano i moti dell’animo mio, e le era ben noto l’affanno che mi struggeva. Quegli occhi meravigliosi io non li avrei più guardati, non li avrei più avuti là, di rincontro a’ miei, per vederci l’immagine mia, per leggerci nel profondo un affetto simile a quello che mi ardeva nel cuore. Smarrito, chiusi le pupille, e mi parve che davvero ogni cosa avesse fine per me, che ella non fosse più al mio