Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/308

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vostro cuore inasprito. Ed ora, amico mio, non è egli vero che tu non m’accuserai di una simile colpa?

— Angelo! e potrei essere ingrato a tal segno? — gridai. — Soffrirò, ma benedicendoti, non accusando che il cieco destino. Esso.... esso il nemico!...

— No, amico mio; fatti animo! — ripigliò ella sollecita. — Anch’io sento che non ho mai tanto sofferto e che non soffrirò tanto, mai più. So quel che perdo, lasciandoti. Tu saresti il più fido compagno che una donna di cuore potesse desiderare, come ti sei mostrato a me il più leal cavaliere. L’occasione che ci ha avvicinati mi ha palesato la tua anima e il tuo cuore ad un tempo. Quella è già matura, e questo è giovane sempre. Come ciò sia avvenuto, non so. Forse, come il tuo poeta prediletto, hai cominciato per tempo a indagare la vita sui