Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/92

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complimento, ma non è volgare. Inoltre, son donna, e un granellino d’incenso non mi può far dispiacere. Va bene così?

— Purchè mi lasci tirare innanzi il mio sogno....

— Ma sì, ma sì! — diss’ella, accennando del capo.

— Noi dunque, io e la donna che ho potuto rapire al mondo nemico, siamo qui, — ripigliai, — in quest’angolo ignoto di terra. La ferrovia lo rasenta, è vero, e quattro e sei volte al giorno la vaporiera ci passa fischiando: pure, questo bel luogo non è men fuori di prima dal commercio noioso degli uomini. Da uno sportello di carrozzone che trasvola rumoroso sulle rotaie di ferro, si vede a mala pena quel bianco casino, là in alto, sul colle; un tetto aguzzo a quattro acque, colla sua banderuola sul colmo, tre finestre al pian di sopra, due al pianterreno,