Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.1, Milano, Treves, 1906.djvu/188

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m’è andata male. Giornata infame, caro Michele, giornata maledetta! Già, dicano pure che è una superstizione; ma in martedì non s’avrebbe mai da far nulla, perchè tutto va alla peggio.

- Ahi! ahi! - disse Michele, facendo il muso più lungo della quaresima. - Siamo fritti, dunque?

- No, no; quello che non s’è fatto oggi può farsi domani. C’è un tale a cui ho fatto capo, il quale mi ha detto che tornassi domani, e m’avrebbe dato la risposta. In quanto all’altro, sul quale facevo assegnamento, m’ha girato nel manico. Oh, Michele! che mondo! Come son fatti gli uomini! Tutti per sè, tutti fradici d’egoismo.

- Piove sul bagnato! - rispose Michele, il quale era filosofo in certi casi. - Sono storie che io so a menadito. Ma se domani gira nel manico anche l’altro?...

- Oh, non voglio crederlo! E poi, c’industrieremo tanto, che troveremo quel che vi occorre. La vedremo, perdio! Vedremo se due galantuomini come voi ed io, hanno a limosinare dugento lire e non trovarle da nessuna banda. Io (vedete, Michele?) fo già conto di averle in saccoccia.

- Amen! - conchiuse Michele. - A domani, dunque. E dove ci vedremo?

- Nello stesso luogo. Oggi son sano, e non lo dimenticherò certamente. Ma, a proposito, non andiamo a bere un bicchierino?

- Acquavite? No! - rispose Michele, aggrottando le ciglia. - Nè acquavite, nè altro. Ho deliberato di non ber più altro che acqua di pozzo, fino a tanto non sia condotto a fine questo negozio.

- Michele, badate! L’acqua rovina i ponti. Per buona sorte il vostro voto non ha da durare se non ventiquattr’ore.

- Diceste il vero! Ed io vi prometto per domani di far con voi a chi beve di più.

- E birba chi manca! - rispose il Bello, stringendogli la mano. -

Poco dopo questo dialogo di Michele col Garasso, Arturo Ceretti andava dal padre Bonaventura.

Costoro s’intesero per bene, quantunque il primo non sapesse le ragioni del secondo. Il padre Bonaventura non era uomo da lasciarsi leggere nell’animo; e il Collini medesimo, tanto più addentro di ogni altro nelle segrete cose, era a mala pena al frontispizio.

Arturo, del resto, non cercava d’indovinar nulla. Aveva capito che c’era uno, il quale voleva male al Salvani, e