Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/144

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bisogno di aspettar la manna dal cielo, e da fargli desiderare di non morir solo, come aveva fino allora vissuto. Brutta cosa, esser soli; ma è così dolce poter dire ad un uomo: ecco, tu non sei più solo, poichè io sono con te! Ora se egli non fosse stato solo, la signora Marianna non avrebbe potuto consolarlo; questo s’intenderà senza bisogno di prove. Anch’ella era sola; zitella a cinquant’anni e più; ma il cuore era giovine, e l’amore, che va aliando di continuo qua e là per turbare la pace alle donne, non s’era fino a quel giorno avveduto della sua presenza nel mondo. Basta, egli era finalmente venuto, e al proverbio che dice: «dal farle tardi Cristo ti guardi» risponde l’altro più noto e più autorevole: «meglio tardi che mai». E la signora Marianna accolse l’amore che si presentava a lei sotto le spoglie di Michele Garaventa; lo vide solo, e s’intenerì; lo riconobbe costumato, timorato di Dio, e si squagliò tutta per lui, che era per giunta un bell’uomo, e tale da far crepare d’invidia una dozzina di pulzellone sue pari, quando l’avessero a vedere, lei, la signora Marianna, incedere per le vie di Genova, appoggiata con legittimo orgoglio al braccio di lui.

Ed anche lei, con quella foga confidente che tira le anime amanti a compenetrarsi, a confondersi, anche lei s’aperse tutta quanta a Michele. Narrò come ella fosse, non già vile fantesca, ma governante in casa di un vecchio ecclesiastico, il quale era tutto chiuso ne’ suoi studi e nelle sue conferenze religiose, asciutto di modi, un po’ bisbetico di umore, ma in fondo un sant’uomo, che lasciava alla sua governante qualche ora di libertà, e le dava sempre del Lei. Questo era l’essenziale, e la signora Marianna amava farlo sapere. La vanità è di genere femminile. E così seguitando, la vecchia innamorata raccontò neppur ella esser danarosa, ma in vent’anni, dacchè ella mangiava il pane altrui, otto de’ quali a’ servigi del Gallegos, aver fatto qualche sparagno. Non le mancavano insomma le sue tremila lire, onestamente guadagnate, e un forziere di bella e buona biancheria, che a lei donna di garbo, era sempre piaciuta, e certamente piaceva anche a lui, che fin dalle prime le era parso un uomo a modo; se no, non si sarebbe sentita così prontamente tirata a volergli bene, lei che fino a quel giorno ci aveva avuto un sacro orrore per gli uomini; gente senza legge, nè fede, che una donna dovrebbe pensarci su tre giorni e tre notti, innanzi di conceder loro certe piccole libertà.

Verissimo, diceva Michele; e intanto se ne pigliava di grandi. Perchè, bisogna sapere, che quest’ultima parte dei