Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/161

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potuto uscir dal convento. E allora, vedutala più tranquilla e tutta intenta ad udirla, si fece a parlarle della possibilità di trovare un uomo, giovine e piacente, chiaro per bontà di costumi, che potesse darle il suo nome onorato. Trovato quest’uomo, che non era difficile (anzi ella aveva già posto gli occhi sopra un tale che certamente non avrebbe ricusato), Maria avrebbe avuto una dote, non indegna dell’onorevole parentado, una dote che ella stessa, marchesa di Priamar, avrebbe data del suo, poichè era libera, padrona di sè, senza conforto di prole. Per tal modo Maria sarebbe stata felice tre volte in un punto; felice di uscire dal monastero, felice di avere uno sposo che l’avrebbe adorata, felice di trovare in lei una seconda madre, in luogo di quella che la poverina non aveva mai conosciuta.

Maria si fece smorta in viso a quel ragionamento della signora. La sua allegrezza era durata poco. Un freddo acuto le corse per ogni vena. Ma quell’angoscia le parve soverchia; le parve impossibile che Iddio dovesse dare un così aspro martirio alla sua creatura; e accolse, colla istintiva cura di chi si sente mancare il suolo sotto i suoi piedi, un’ultima speranza, la speranza che quell’uomo, il cui nome non era stato ancor profferito dalla marchesa, potesse esser egli, Lorenzo, il suo adorato Lorenzo.

— Il nome? — chiese ella trepidante. — Il nome di quest’uomo?

— Il dottore Ernesto Collini; — rispose la signora.

— Ah! — proruppe Maria, e si strinse le palme al petto, quasi per tema che il cuore avesse a scoppiarle. L’ultimo fil di speranza a cui s’era aggrappata, le si spezzava tra mani, ed ella si sentiva precipitare nell’abisso.

Lilla ben si avvide del senso doloroso che quel nome aveva fatto sull’animo della fanciulla.

— Ma voi non lo conoscete, figliuola mia! — diss’ella con voce affettuosa.

— Non lo conosco? non lo conosco? — incalzò con veemenza la giovinetta. — Così non avessi io mai udito profferire il suo nome! Per lui, per quest’uomo, ho provato le prime angosce della paura; per lui, Lorenzo, il mio fratello d’adozione, il mio unico sostegno, la mia unica difesa in questa terra di dolore, ha posto a repentaglio la vita. Poteva morire; il marchese di Montalto è un forte schermitore.... Ah, signora! prenderò il velo. Iddio non vuole aiutarmi; morrò.

— Calmatevi, figliuola mia, ve ne prego.