Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/160

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ma, pensò con amarezza al suo misero stato, e rimase in ascolto.

Chi l’avrebbe sposata? proseguiva intanto la marchesa. Innanzi di crederla degna di entrare in una onorata famiglia, non si sarebbe voluto sapere il nome de’ suoi genitori? E allorquando Maria timidamente notò che il segreto della sua nascita era chiuso in quella cassettina d’ebano portata via dalla casa Salvani nella sera del 29 giugno, la marchesa Lilla le aveva susurrato alle sbarre del parlatorio queste dolorose parole:

— Figlia mia (consentite che io vi chiami con questo nome poichè siete sola al mondo, e nessuna donna, pur troppo, sorgerà a contrastarmelo), se questo segreto, quando fosse svelato, dovesse coprir di vergogna la vostra povera madre, che forse, che certo vi ama, e non può confessarlo ad alta voce?... —

E la marchesa non aveva soggiunto altro, vedendo Maria reclinare la sua bella fronte tra le palme e dare in un pianto dirotto.

Dopo una lunga pausa, durante la quale fu fatto il più triste soliloquio che penna umana potesse descriver mai, la fanciulla sollevò verso la marchesa Lilla i suoi occhi lagrimosi.

— Si salvi mia madre! — esclamò ella, con accento di sublime tenerezza. — Viva, io non la farò arrossire per me; morta, non infamerò la sua memoria. Mi farò monaca. —

La marchesa di Priamar sentì come uno schianto al cuore. L’affetto di madre palpitava là dentro; e la madre sentì quanta virtù di sacrifizio ci fosse, quanta disperazione, in quelle poche parole, così semplici e schiette. E fu lieta di poter ricusare quell’olocausto; lieta in quel punto di offrirsi ella in sua vece, vittima espiatoria, al feroce gesuita, al comune nemico.

— No! — rispose ella, guardando amorevolmente sua figlia.

Fiammeggiarono gli occhi della fanciulla; il suo volto, le mani, la persona tutta si tese verso l’inferriata, come per avvicinarsi vieppiù a quella parte donde le veniva l’inaspettata parola.

— No, voi dite? E come? Ve ne prego, ve ne supplico a mani giunte, o signora; come uscirò io da questo orribile luogo? —

L’esaltazione della giovinetta turbò grandemente la marchesa, che si provò a chetarla con amorevoli parole; ma non ne venne a capo se non col ripeterle che veramente avrebbe