Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/203

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- Non dubitate di Dio! - rispose egli con piglio solenne. - Non ne dubitate, nè ora nè mai. È un vecchio che ve ne prega, un vecchio al quale è stata negata la sua parte di gioia, un vecchio che aspetta ancora ogni cosa da lui. Ed ora io vi dirò quello che chiedevate pur dianzi; chi ha fede in me, è degno della mia fede, e poichè il mio segreto morrà nel vostro cuore....

- No, ve ne supplico; - interruppe il Giuliani. - Non una parola di più! Fallirei alla vostra stima, alla mia, se vi lasciassi proseguire. Chi siete? Lo so: un amico. Donde venite? Dal dolore, poichè v’accostate a chi soffre. Non basta ciò forse? -

Il Giuliani e il duca di Feira rimasero un tratto senza parole; ma il loro silenzio era eloquente, perchè dai loro occhi traspariva la fede scambievole, dai loro atti la commozione, la gioia profonda di quel loro ravvicinamento, di quell’aspra battaglia mutata in alleanza. Parevano due vecchi amici, i quali da lunga pezza non si fossero veduti, nè mai fino a quel giorno, a quell’ora, avessero sperato di trovarsi vicini.

Ripigliata la conversazione, il Giuliani volle che il duca fosse informato minutamente di ogni cosa. E cominciò a dirgli chi fosse il Gallegos, l’anima dei neri, dei quali il marchese Antoniotto Torre Vivaldi era l’insegna; come e per quali ragioni desse la caccia ai milioni del vecchio banchiere Vitali, e come perciò avesse giurata la rovina di Aloise di Montalto.

Narrò, poichè gli cadeva in taglio, del dottor Collini, e della sua scena occorsa nella chiesuola di San Nazaro, dove, per colpa di lui, Aloise e Lorenzo, due uomini nati per amarsi, avevano lavorato alacremente ad uccidersi; il che per buona sorte non avvenne, ed egli aveva potuto involgerli ambedue nel suo odio implacabile.

Di Lorenzo Salvani raccontò come in pochi anni, morti i parenti, precipitasse a rovina, malgrado ogni suo sforzo, malgrado ogni studio di procacciarsi onestamente un pane. Il duca di Feira entrò, condotto dalle parole del Giuliani, nella casa di quei poveri vergognosi, costretti dalla loro condizione a parere signori, e condannati a mille angustie segrete. E donde veniva tutta la guerra, che pareva del destino? Da Bonaventura Gallegos e dal suo aiutante nelle male opere. La casa Salvani possedeva un segreto; per averlo in sue mani, per istrappare una povera fanciulla da quella casa e giovarsene Dio sa con qual fine, il gesuita aveva