Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/209

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di centomila lire; in tasca, poi, riusciva a nulla, poichè, se il giovine Montalto non pagava i suoi debiti, com’era da argomentarsi certissimo, alla morte del nonno i creditori avrebbero messo il sequestro sulla parte a lui spettante della eredità del Vitali. Il disegno, come si vede, era bene immaginato, ed Aloise era messo, coll’aiuto della provvida legge, sul lastrico.

Da questo lato adunque tutto volgeva a seconda. Ma il guaio era dall’altro. Dopo l’accaduto del giardino, la fanciulla di casa Salvani era stata trasportata all’infermeria del monastero; le era sopraggiunta la febbre, e colla febbre il delirio. Da alcuni giorni si era alquanto rimessa in salute; ma la poverina era tuttavia così debole, che non poteva scendere in parlatorio, e la marchesa di Priamar non trovava modo di condurre innanzi il negozio. Avrebbe Maria consentito ai suoi disegni? Sì certo. Non le era uscita di bocca la nobilissima promessa, che ella non avrebbe infamata la memoria di sua madre, se morta, nè fatta arrossire quella povera donna, se viva? Egli, adunque, che faceva assegnamento sulla virtù come sul vizio, era sicuro dell’esito; ma vedeva andar la cosa per le lunghe, e ciò lo metteva in pensiero. La marchesa Lilla, saputo lo stato della fanciulla, era in una ansietà che mai la maggiore; tutti i giorni al monastero per chieder novelle; poi chiusa nelle sue stanze a piangere. E quei nemici che avevano trovato il modo di far giungere alla fanciulla il biglietto consolatore, chi erano, e quanti? Che cosa meditavano? Di quali forze potevano disporre? A quali altri spedienti avrebbero posto mano? Egli non ne sapeva nulla; tutta la sua scienza si logorava intorno ad una incognita ribelle, ad una radice irreduttibile. Il gobbo legnaiuolo faceva lo gnorri; non c’era verso d’indurlo a parlare, nè con minacce, nè con profferte. Di quelle, indettato com’era, non aveva timore; di queste non gl’importava affatto. Aveva egli preso l’ingoffo, od era un fior di galantuomo? Altro dubbio, del quale il gesuita non poteva sincerarsi.

Ma quanto era pensieroso Bonaventura, con tutti que’ suoi sopraccapi, altrettanto era ilare, contento di sè medesimo, il Collini. L’odio contro Aloise soverchiava ogni altra cura nell’animo di lui. Egli era alla vigilia della vendetta, e già l’assaporava col pensiero; due ore innanzi egli aveva potuto anche palparla, poichè aveva tenuto in mano quattro belle cambiali, di quella forma particolare che più precisamente si chiama «pagherò», ognuna da venticinque mila lire, tutte sottoscritte da un Luciano Marsigli, colla cessione del giratario