Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/255

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stato così violento, che il rigurgito del sangue dal cervello al cuore non è più stato possibile. Un eccesso di vita lo ha ucciso. Diffatti, Bonaventura Gallegos, il forte lottatore, il capitano dei neri, il fiero amante, il persecutore di Lilla di Priamar, non era già più. Il freddo della morte gli irrigidiva le membra.


XXVIII.

Che le signore donne sono pregate a non leggere

Siamo al 15 di ottobre, che doveva essere per Bonaventura e pel suo tristo discepolo il giorno delle vendette, ed era in quella vece il giorno della espiazione. Il cadavere del gesuita, lasciato in custodia a gente prezzolata, aspettava gli ultimi uffizi del mondo, ne’ quali ha maggior parte l’igiene che non la pietà dei superstiti. Il Collini, grandemente turbato per quella rovina di casi, s’era ridotto in casa sua a meditare sul nulla delle umane speranze: e aspettando dalla sua tempra malvagia il ritorno alle antiche consuetudini, si accasciava sgomentito sotto i colpi del fato.

Egli tuttavia, la sera innanzi, non aveva così perduta la testa da cedere ai consigli del Torre Vivaldi, il quale, fatto oramai certo della fuga della governante di Bonaventura, pensava che all’autorità si dovesse dare ragguaglio di tutto. - No, no, per carità, che potrebbe accadere di peggio! aveva gridato il Collini. E poichè il marchese Antoniotto lo aveva incalzato per udire la spiegazione di quelle parole, gli balbettò di certi maneggi del gesuita, i quali, sebbene a pro’ della santa causa, non erano fior di farina, e che sarebbero di certo venuti a galla, mettendo a grave risico parecchie persone, e delle più autorevoli nella loro società; la quale, pari alla moglie di Cesare, non doveva essere neanche sospettata. A qual pro’, aveva egli soggiunto, andare incontro ad uno scandalo? Non rimestiamo quest’acqua torbida, che manderà fuori il marciume.

In quella sentenza venne anche il Torre Vivaldi, e lasciò che il discepolo di Bonaventura operasse in quel negozio come prudenza voleva. E fatta ne’ debiti modi testimonianza