Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/268

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La mattina vegnente Lorenzo Salvani tornava in città, chiamatovi assai più che dall’agevolezza del ritorno, dall’annunzio che Maria, la diletta Maria, non era più in monastero, ma al fianco d’una madre amorosa. Molte cose aveva fatte il duca in un giorno, e collegate per guisa che l’una tirasse l’altra, nè più il nemico avesse tempo al riparo. Egli bene intendeva come fosse pericoloso ferire il primo colpo, senza aver gli altri sicuri; laonde ordinò tutte le parti della sua grande impresa per modo che il giorno della presentazione delle cambiali d’Aloise al banco Teirasca, tutto crollasse ad un tratto il faticoso edifizio dei tristi. La stessa marchesa di Priamar, da lui veduta parecchi giorni innanzi, commossa e vinta dalle argomentazioni semplici, affettuose, di quel gentiluomo a cui la canizie consentiva lo schietto linguaggio del vero, non era andata, per suo consiglio, a trarre la fanciulla dal monastero se non all’ultimo istante, quando fosse per cominciare quella grande rovina che aveva ad involgere il gesuita e il discepolo, già inebbriati dai fumi del vicino trionfo.

Una cosa non aveva fatta; ma qui per l’appunto si chiariva com’egli fosse avveduto capitano, degno di aver raccolte in pugno le fila, già tese dall’animoso Giuliani. Egli non s’era dato pensiero del testamento del nonno d’Aloise; non era andato dal Vitali per guastare quell’altro negozio al Gallegos. E tuttavia egli avrebbe potuto andarvi, e senza mestieri d’introduttori; perchè il vecchio banchiere lo conosceva da lunga mano, ed ei gli sarebbe apparso come un fantasma, tornato dai morti regni a destargli in cuore un antico rimorso. Pure, non lo fece; quello era il lato debole del nemico; ma appunto perchè era il più debole era anche il più vigilato. Già una volta il fiero gesuita era stato colpito da quella banda, ed è noto com’egli avesse saputo pigliarsi la sua brava rivincita sui notturni visitatori pietosi della sua vittima. Il duca però si rattenne da quell’attacco, che era pericoloso ed inutile. Egli non aveva mestieri di stravincere; salvare Aloise dall’infamia, Lorenzo e Maria dalla disperazione; quello era il gran punto; il resto sarebbe venuto da sè; o non sarebbe venuto, e non ci sarebbe stato niente di male.

Aloise, del resto, non avrebbe mai fatto l’onore d’un pensiero alle ricchezze del nonno. Vero cavaliere antico, smarrito in questi bassi tempi distruttori d’ogni alto carattere, l’oro non disprezzava, nè amava. Qual fosse la sua cura, il suo struggimento, sappiamo; ora, se egli avesse avuti in balìa tutti i tesori, i regni tutti della terra, li avrebbe dati di grand’animo tutti per un bacio di quella donna che gli aveva tolta