Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/44

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sapesse diportarsi per modo che ognuno di loro, uscendo di là, si tenne il prediletto di lei. Infatti, venuti a disputa, si chiarì che a Goffredo avea data una dolcissima occhiata; ad Elia una eloquentissima stretta di mano; a Savary aveva premuto il piede, sotto la tavola. Così narra Nostradamus, ed io lo ripeto, per dimostrarvi in che guisa Goffredo Rudel si allontanasse da lei. Per ventura, quell’amore del giovine per la Guascona, era un capriccio, uno scherzo, non già un affetto profondo....»

— Non amano tutti ad un modo i signori uomini? — chiese argutamente Ginevra.

— La storia di Goffredo Rudel vi dimostrerà il contrario; — soggiunse Aloise, — ed io vado innanzi senza paura. «Fatto esperto da quel primo disinganno, Goffredo Rudel non volle metter più la sua fede fuorchè in nobili cuori. Ora i nobili cuori erano rari al suo tempo tra le donne, e per lunga pezza il signore di Blaia visse soltanto per l’amicizia, nè altro ebbe a celebrare ne’ suoi versi che questa. Il signore d’Agoult era l’amico suo, e il castello dell’amico lo trattenne a lungo tra le sue mura ospitali. Ma giunge in Provenza il conte Goffredo Plantageneto, fratello a Riccardo Cuor di leone, re d’Inghilterra, e nella breve dimora fatta al castello di Agoult, s’innamora cosiffattamente del gentile poeta, che lo vuole con sè alla corte d’Inghilterra. Il trovatore si schermisce; ma il signore d’Agoult, liberale com’era, nè volendo rimandare scontento un così potente barone, prega a sua volta l’amico di cedere allo invito del conte Goffredo. Ed ecco i due Goffredi, il principe e il trovatore, in viaggio, alla volta d’Albione.»

— Dell’avara Albione! — tartagliò il De’ Carli.

— Ma non avara di lusinghe pel nostro provenzale; — soggiunse il Cigàla. — Egli certamente avrà fatto dar volta al cervello di molte ladies!

— Può darsi; — soggiunse, continuando, Aloise: — «Quel che avvenisse alle dame inglesi non so; ma posso starvi pagatore che Goffredo Rudel non n’ebbe il cuore commosso, e in quella vece s’accese del più gagliardo affetto che uomo sentisse mai, per una donna la quale egli non aveva mai vista, per la contessa di Tripoli, la quale viveva nella sua corte, sulle spiagge di Soria. Innamorarsi di veduta, è cosa agevole e naturale; innamorarsi d’udita, è cosa strana, che molti stenterebbero a credere. Ma che volete? Udendo dai pellegrini, che tornavano da Terrasanta, narrare i pregi della contessa, celebrare la prestanza delle forme, la soavità dei