Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/80

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avete notato voi altri che nella specie umana occorre tutto il contrario delle bestie? Tra esse, nessuna eccettuata, il maschio è più bello della femmina; uccello, ha più varietà di colori nelle penne, ciuffo e coda più appariscenti; leone, ha più criniera; tigre, ha più chiazze sul mantello, e va dicendo. Solo nella nostra specie avviene che la femmina è più bella, più graziosa ne’ suoi contorni, più bianca nella sua carnagione, più elegante nelle sue movenze, più gradevole insomma a vedersi....

— E a toccarsi; — aggiunse il Contini.

— Sicuro, a toccarsi; e qui, parlo proprio per me! — conchiuse il Giuliani, tra le risa dell’uditorio.

Il Contini si disponeva a rispondere; ma in quel mentre capitan Dodero, che era seduto in capo alla tavola, colla faccia rivolta all’entrata, alzò la mano, in atto di trinciare una benedizione.

— Ah, ecco un renitente! — gridò l’avvocato Emanuel, volgendo gli occhi all’uscio.

— Il figliuol prodigo! — soggiunse il Lorenzini. — Ammazziamo il vitello grasso.

— Sul tardi mordono i mùggini! — disse il Giuliani, ripetendo un noto proverbio genovese, tolto a prestanza dai pescatori.

— Vieni, — cantò Marcello Contini,

          Vieni all’amplesso estremo
          D’un genitor cadente;
          Il giudice supremo
          Ti mandi....

— Uno stuzzicadente! — interruppe l’Assereto, che era egli appunto il nuovo venuto, accolto con tanta gazzarra, dai radunati. — Il verso cresce, ma tu cali di mezzo tono, e i conti si pareggiano.

— Hai detto la verità, Assereto! — disse il Savioli. — Per te non c’è più altro in tavola. Chi tardi arriva male alloggia.

— Non ho appetito, io! Sono venuto per salutarvi e ragionare di cose gravi.... se si può. —