Pagina:Barrili - L'olmo e l'edera, vol. 1.djvu/89

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Uscì a diporto. Il giardino gli pareva troppo stretto, per contenere una gioia così grande. Venti minuti dopo, gli pareva stretta la cerchia delle mura. Corse dai Busnelli, si fe’ sellare un bel baio che teneva nelle loro scuderie, e andò a fare una trottata verso il bel paese di Quinto. Gli bisognava respirare largo, muoversi a precipizio, in cadenza coll’allegra torma dei suoi nuovi pensieri.

— Donna divina! — pensava egli, mentre le zampe ferrate del suo cavallo scalpitavano sul ponte levatoio di Porta Pila; — ed io ho vissuto tanto da presso a lei, senza vederla, senza accorgermi di nulla! Ho respirato la medesima aria che ella respira.... Sì, e mi giova respirarla più da vicino. Oramai, bisogna che io la veda. Il male è fatto; sono innamorato come un pazzo.... Ed è poi un male? Ella non è una di quelle civette, che fanno caccia di adoratori, povero stuolo di prigionieri che esse appendono la notte, chiusi nella reticella de’ loro capegli, daccanto al capezzale, perchè consolino i sogni delle spensierate dormenti. Ella, poverina, è sola, sempre sola, ammalata.... Ma risanerà.... sì certo! Non si può morire così, quando sorridono