Pagina:Barrili - La legge Oppia, Genova, Andrea Moretti, 1873.djvu/107

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atto terzo 103

Catone

(tornando indietro)

E bada, che non t’uscisse di mente! Mia sorella non sarà tua, fino a tanto la tua eloquenza, insieme colla legge Oppia, non avrà anche distrutta l’autorità del capo di casa.

(parte furibondo)

SCENA VI.

Fulvia, Annia Luscina, Plauto e Valerio indi Claudia, Licinia, Marzia Atinia e Volusia.

(Le donne tutte appariranno chiuse dal capo alle pianto nella rica, come Marzia Atinia, essendo di sotto sfarzosamente vestite. Fulvia sola conserva la sua veste degli Atti antecedenti, e porta in capo il ricinio.

Del rimanente, le vesti, gli ornamenti e le acconciature delle donne saranno, salvo la varietà dei colori, e di qualche accessorio, simiglianti al vestiario indossato da Mirrina nell’ultima scena dell’Atto primo).

Fulvia

(inoltrandosi amorosa verso Valerio)

Valerio!

Valerio

(mestamente)

Hai udito?

Fulvia

Ah! io non sarò che tua, sempre tua!

Annia

(facendosi incontro a Valerio)

Che eloquenza, tribuno! Consenti che io ti rapisca agli occhi innamorati di Fulvia, per congratularmi con te. Il nostro sesso non ha mai avuto un più valente campione.