Pagina:Barrili - La legge Oppia, Genova, Andrea Moretti, 1873.djvu/112

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108 la legge oppia

Fulvia

(intenta ad ogni moto di Valerio)

Ecco, ascende il suggesto, s’affaccia a rostri. Stende la mano in atto di voler parlare. Che silenzio tutto intorno! Vedi come sono intenti, come pendono tutti dalle sue labbra! Incomincia.... loda il Console.... il popolo approva.

Plauto

Vedi tuo fratello, che gronde sugli occhi! Pare il monte Algido, quando mette il suo cappello di nuvole. Lo guarda a squarciasacco, come se volesse sbranarlo. Ah, bene, Valerio! Cortesie su cortesie! Le centurie applaudono! Avanti, avanti così! Ah, Dei immortali! prodigio, portento!... Catone spiana le rughe.... sorride.... Bene, calma, Valerio, calma sempre! La causa è vinta!

Annia

(accorrendo)

È vinta? Così presto? Allora butto via questo velo.

Plauto

Non ancora; volevo dire che la è come vinta. Sentite, eh, come parla dei fatti vostri, al tempo di Romolo... di Coriolano.... Vedi, Annia Luscina? anche di Coriolano! E come vi loda! come vi esalta!

Volusia

Fa bene.

Plauto

E giù applausi! Applaudono tutti e tutto, queste care centurie! Già, i fatti generosi della storia han