Pagina:Barrili - La legge Oppia, Genova, Andrea Moretti, 1873.djvu/114

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110 la legge oppia


fosse Giunone, quando scese sul monte Ida a far perdere la tramontana al marito. Ah, erano queste le vostre gramaglie? Queste le vesti da supplicanti? E poichè tutte siete imbacuccate ad un modo, io mi penso che tutte, levata la prima scorza....

(Volusia gli si scopre, elegantemente vestita)

Anche tu fanciulla?

(Marzia Atinia fa lo stesso)

Anche tu! Ma gli è proprio un trionfo di donne! E m’immagino che tu pure, o nobile Claudia....

Claudia

(scoprendosi a mezzo)

Un po’ meno, un po’ meno, come s’addice ad una vecchia matrona.

Plauto

Di bene in meglio! E Licinia del pari?

(Licinia si schermisce, stringendosi nella rica; ma Plauto
la scopre tanto da vedere il vestimento elegante di lei)

In verità, la bellezza ci guadagna, e Catone sarà ben duro di petto, se resisterà a questi colpi. Ma, ora che ci penso.... E se la legge non è abrogata?

Annia

Te l’ho detto; di questo passo ci si ritira sul monte Sacro.

Plauto

Con que’ socchi leggiadri? Eh via!

(accennando la calzatura di Annia Luscina)

Fulvia

(che non si sarà mossa dal suo posto)

Ecco, ha finito! Vittoria! Scende dal suggesto tra gli applausi universali.