Pagina:Barrili - La legge Oppia, Genova, Andrea Moretti, 1873.djvu/64

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60 la legge oppia


acciò la favola paia più facile a mandar giù.... Piace il greco? Diamo alla commedia il sapor greco; ma sia romano l’amaro; questo è l’essenziale. Tu sai quel che dicono gl’intendenti di me; che mi son gittato il pallio greco addosso, ma alla scapestrata, così che di sotto mi scappa d’ogni parte la toga.

Catone

Ed è più degna portatura, la toga! Ah, giuro a Saturno, e ad Opi, vecchi dèi paesani; o ci casco sotto, o sradico fin le ultime barbe di questi cialtroni da Roma.

SCENA IV.

Licinia, Fulvia e Detti.

(Licinia e Fulvia sono vestite come nell’Atto primo, ma senza il ricinio in capo.)

Licinia

(a Valerio, che è andato incontro alle donne, fino alla fauce)

Che è ciò? In collera forse? Abbiamo udito a gridare....

Catone

Ah, siete qua, voi, maestre di greco?

Licinia

Di greco? e chi lo sa, il greco?

Catone

Eh, non lo si sa? ragione di più per cincischiarlo. È la lingua alla moda; che importa non saperla? ci si prova ugualmente e si fa quanto basta