Pagina:Barrili - La legge Oppia, Genova, Andrea Moretti, 1873.djvu/98

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94 la legge oppia

Atinia

Se tentennasse!... Bisognerà provvedere. Accompagnami!

(a Catone)

Saluto il Console, e vo’ nel tempio a pregare gl’Iddii che confondano la sua eloquenza.

Catone

Sèrviti!

(Marzia Atinia e Fundanio si allontanano)

SCENA V.

Catone, Valerio, Erennio in disparte.


Catone

Gli Iddii faranno quel che vorranno, per utile e gloria di Roma. Tu prega a tua posta e va attorno per voti, con quel Fundanio di costa. Buon per te, che tuo padre è fuori, e tuo marito ha dato il cervello a pigione. Ma chi sarà questo oratore? Cornelio Cetego?... Un uomo consolare! Non credo. E poi, me ne avrebbe fatto un cenno ieri, quando ci siamo incontrati. Sempronio Gracco?... È amicissimo mio.... Impossibile!... Sulpizio Gallo? Quel ragazzaccio che sa tanto di greco e comincia a volerla dire co’ vecchi? Lui, forse! Che ne dici, Valerio?

Valerio

Perchè darti pensiero di ciò?

(con aria impacciata)

Chiunque egli sia, la palma dell’eloquenza sarà data a Catone! Ed egli.... il tuo avversario, di un’ora.... sarà ben dolente di aversi a misurare con te.