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Pagina:Bartoli - Dell'uomo di lettere I.djvu/61

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parte prima 61

e d’eloquenza, ove s’abbiano a rincorare, a riprendere, ad affrenare i soldati; e di gran pratica nelle antiche e moderne istorie; e di quelle parti di Geometria, che alle machine e alle fortificazioni appartengono; e tal volta d’Astronomia, per non perdere, come più d’una volta bruttamente s’è fatto, per ispavento d’un subito eclissi del Sole, una giornata e un’esercito; si che abbia ad assegnarsi l’Ignoranza per iscusa, e dirsi come di Romolo, che fece l’anno di sol dieci mesi:

          Scilicet arma magis quam sidera, Romule, noras[1].

Di tutto questo, per non esser materia d’altrui che de’ Capi di guerra, io non favello. Bastimi solo raccordare per ultimo Che non si sta sempre al campo e su l’armeggiare, ma or tempi di pace or necessità di riposo richiamano alla vita civile; dove chi non ha qualche cultivamento di Lettere, quello almeno che chiede il conversare onorato fra persone riguardevoli e per lo più di qualche sapere, dovrà egli essere come i tamburi, che in tempo di pace perdono affatto la voce, dov’erano si strepitosi in guerra?

o pur, conforme all’antico costume di que’ buoni Cavalieri Romani, finita la guerra, dovrà applicarsi a cultivare i suoi campi; come se un’uomo di vita militare fosse una fiera, che, fatta preda nell’abitato, ritorna alla foresta e si rinselva?

Paolo Emilio, vinto il Re Persio e soggiogata la Macedonia, si tratteneva co’ Baroni di quel Regno a celebrare le feste della vittoria con ispessi conviti; ne’ quali usava sì ingegnosa maniera d’imbandire, che la tavola sembrava un campo, in cui contra i convitati marciavano le ordinanze de’ piatti, che primi attaccavan la mischia e davan l’assalto, facendo a tempo le ritirate i già vuoti e scarichi, e dando luogo a’soccorsi d’altri nuovi che di fresco venivano. V’eran vivande, che teneano sempre il primo posto in tavola; ve n’eran, che, quasi presa la carica, ehi più tosto e chi più tardi cedevano. Alcune venivano copertamente e di soppiatto, quasi insidiose;

  1. Ovid. Fast.