Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/133

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sulle montagne 87


vano appena addolcito in tanti secoli le scabrosità più vive sopra uno stretto passaggio. L’automobile, per quanto si andasse con lenta cautela, oscillava sulle ineguaglianze del suolo, impuntava ora con una ruota, ora con l’altra, ricadeva di schianto dalla gibbosità delle pietre, aveva i cerchioni attanagliati in solchi profondi. Ed ascoltavamo preoccupati lo scricchiolare metallico dello chassis sforzato dalla trazione, il cigolare sottile del legno delle ruote, una quantità di suoni sommessi mandati non si sa da quale parte della macchina, leggeri lamenti dell’acciaio, appena percettibili, che parevano venire dal lavorio d’insetti distruggitori. Tutte le giunture dell’automobile subivano una tensione per la quale non erano create, e quei rumori significavano spostamenti infinitesimali, deviazioni minime, ma che potevano essere il principio d’una alterazione disastrosa. Era lo scheletro della macchina che soffriva, che si stancava, e la stanchezza delle macchine non si guarisce col riposo.

Ogni passo era, in alcuni punti, un problema da risolvere. Ettore guidava in piedi, per veder bene la strada vicina; aveva le mani scorticate dal volante che vibrava tutto e disobbidiva allo sforzo delle braccia.

Subitamente, due coolies abbandonano la corda gridando, e si azzuffano.

Tutti gli altri lasciano il lavoro, e fra urla infernali entrano nella mischia. Il vecchio capo soffia a perdifiato nel fischietto dell’obbedienza. Pietro, dall’alto della sella, grida anche lui. Noi non sappiamo che pensare. Un ammutinamento? Una rivolta?

Balziamo sui tumultuanti come guardie di sicurezza sopra una dimostrazione sovversiva, e sfolliamo con energia, finché arriviamo a mettere le mani sui due primi cinesi, che intanto si erano afferrati per il codino e si graffiavano assiduamente il viso. Pareva una rissa di donne. “Che cos’è? — tuoniamo — Al lavoro! Avanti!„

— Pietro, che avviene?

L’impagabile Pietro ci spiega, e ci fa ridere. I due cinesi si