Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/24

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xiv introduzione


al tiro e si esagerano le cariche, si variano gli esplosivi e non si è soddisfatti se il pezzo non resiste a sforzi assai più violenti e prolungati di quelli ai quali è destinato in pratica a sottostare.

Il “raid„ Pechino-Parigi fu una prova ad oltranza della produzione automobilistica, — e come tale esso interessò il pubblico.

Le nostre persone, il nome della marca, erano in seconda linea, — la nostra vettura rappresentava la produzione automobilistica europea.

Il mondo civile assisteva alla prova di collaudo più larga, più completa, più persuasiva, cui fosse stato finora sottoposto il nuovo istrumento, da esso stesso foggiato per fornire un altro e più decisivo passo avanti sulla via dell’abolizione di ogni motore umano o animale, abolizione che è uno degli indici più sicuri di progresso sociale.

Quando io rilevai la sfida del “Matin„ avevo dinanzi agli occhi questo scopo: dimostrare che l’automobile di buona fabbricazione, condotta con prudenza e con cura, è capace di sostituire, praticamente, nei lunghi viaggi, con o senza strade, la trazione animale.

Che importa se, per pochi metri, l’automobile debba essere trainata a braccia d’uomo: che monta se di tanto in tanto occorra disimpegnarla dal fango o dalla sabbia con l’aiuto delle binde e delle leve, o caricarla su una zattera o una chiatta per traversare i corsi d’acqua inguadabili? — Al di là di questi ostacoli brevi, che significano poche ore di ritardo, la macchina è lì pronta allo sforzo consueto, che nessun mezzo di trazione animale potrebbe protrarre così a lungo e così di seguito, che essa sopporta senza apprezzabile deterioramento, con precisione e costanza di lavoro.

E la Pechino-Parigi mi diede ragione.

L’“Itala„ ha compiuto senza usure anormali il lungo tragitto su strade quasi sempre cattive, spesso pessime, in condizioni di clima e di temperatura, nelle quali tutto l’organismo meccanico era messo a durissimo cimento. — Il telaio sconquassato dalle scosse e dai sobbalzi: il motore sforzato