Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/256

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208 capitolo ix.


— Non fa niente — esclamò Ettore — con una piccola spinta del motore passo sopra alle pietre e vado avanti.

E, detto fatto, abbassò la leva della trasmissione. Per poco quella manovra non condusse ad una catastrofe. La pendenza della strada era così forte, che l’automobile, sorpassato l’ostacolo, si precipitò per la discesa, insensibile al freno a pedale; e, nel breve tempo che Ettore impiegò a stringere anche il freno a mano — il più potente — già la velocità era divenuta troppo grande per poterla dominare. La macchina aveva preso la mano.

Balzava sulle pietre con tale impeto che ad ogni urto la vedevo sollevata in aria. Pareva che scendesse a salti. Si rizzava, a momenti, sulle ruote posteriori come impennandosi, e ricadeva di scoppio; aveva oscillazioni violente che la facevano inclinare sui fianchi; il bagaglio si sfaceva; si udiva un sinistro rumore di ferraglie, un risuonare metallico. Borghese era rimasto aggrampato a quel mostro in furore, e ne era trascinato violentemente e scosso.

Egli si trovava al fianco della macchina quando Ettore fece agire il motore, e vedendola fuggire aveva fatto un rapido tentativo di trattenerla. Per qualche istante, spinto da un irriflessivo e disperato desiderio di salvarla, egli oppose una resistenza accanita ed inutile alla sua discesa. Aveva visto il pericolo, ed istintivamente lottò contro l’inevitabile, mettendovi tutte le sue forze e tutta la sua volontà.

— Frena! Frena! Frena! — gridava intanto.

Non potendo trattenerla, volle accompagnarla. Non si decise a lasciar presa. Attaccato fortemente alla carozzeria, subiva tutti gli sbalzi e tutte le oscillazioni. Ettore taceva. Curvo sul volante raccoglieva tutta l’energia nell’attenzione. Spiava il momento di riprendere il dominio sulla sua macchina. La sua presenza di spirito vinse. Ho già detto che la strada era inclinata verso sinistra; in un punto ove questa inclinazione era molto sensibile, egli virò bruscamente a destra e condusse l’automobile su delle grosse pietre. Essa fece un gran salto, ma rallentò. Pochi mo-