Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/265

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sulla via di kiakhta 215


di thè, alla quale attingevamo con i bicchieri. Sdraiati in terra, scamiciati, sudati, sporchi di fango, bevevamo a piccoli sorsi rosicchiando distrattamente dei pezzi di biscotto. Avevamo perduto l’abitudine alla colazione; in viaggio non sapevamo mai deciderci a fermarci per mangiare; non provavamo che un desiderio, quello di arrivare alla tappa, e l’appetito insoddisfatto non era che un incentivo di più a non perdere tempo. Ma allora potevamo sfamarci.

Decidemmo sul da farsi. Uno di noi sarebbe rimasto accampato vicino all’automobile, gli altri avrebbero ripreso la strada di Urga, avrebbero cercato uomini, legname, cavalli, per ritornare al più presto. Non speravamo nell’arrivo di qualche carovana: la strada era abbandonata.

Ma ecco, invece, che una carovana si mostra, lontano, fra le alte giuncaglie. È una fila di carri a cavallo, e sui cavalli riconosciamo il dugà, quel caratteristico arco di legno dell’“attacco„ russo. Era una fila di teleghe.

— Dei russi, sono dei russi! — gridai slanciandomi di gran corsa verso di loro, saltando sui cespugli, affondando nella mota, chiamandoli e facendo dei gran gesti per farmi scorgere.

Dei russi ci sembravano quasi dei compatrioti in quel momento. Sentivamo un’affinità e una solidarietà di razza con loro, in mezzo alla Mongolia. La loro presenza era la salvezza. Quando fui vicino mi accorsi che le teleghe erano piene di gente che vestiva, è vero, in una foggia quasi russa, ma che aveva una faccia mongola: erano buriati. Mi trovavo di fronte ad una tribù buriata che emigrava con le sue donne e i suoi bambini. Il capo cavalcava avanti, vestito d’una camiciola rossa, coperto da un berretto alla foggia tartara. Non aveva una fisionomia troppo rassicurante. Lo invitai a seguirmi, ed egli, ordinato alla sua tribù di fermarsi, mi seguì.

Parlava un po’ di russo. Osservò l’automobile e domandò:

— Quanto pesa?

— Centoventi pud. Vi è una buona ricompensa per te se riesci a portare questo carro fuori di qui. Accetti?