Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/29

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introduzione xix


cure costanti del motore e di tutte le parti della macchina — alle quali egli sacrificò e sonno e cibo — non saremmo arrivati a Parigi, forse neppure saremmo qui.

Nessuno, che non l’abbia provato, imagina quello che è, in un lungo viaggio come il nostro, il lavoro del meccanico: completamente abbandonato a se stesso, senza l’appoggio di officine, La prima difficoltà. — L’Itala attacca il ponte sullo Sha-ho. senza la comodità dei “garages„ in paesi dove ogni elemento di meccanica è sconosciuto, dove la lingua è strana, l’ideazione stessa così lontana dalla nostra.

Dopo quattordici, sedici, diciotto ore di marcia durante le quali coi denti stretti, in una tensione continua dei nervi, si è spiato ogni suono del motore, ogni scricchiolio della vettura, cercando di contenderne resistenza alle difficoltà del terreno — altre due o tre ore stesi di sotto al telaio, nel caldo della macchina affaticata, nel tanfo dell’olio e dei grassi bruciati, a esaminare, a provare, a registrare, a stringere i dadi che si allentano, le viti che si muovono, non contenti di riparare le