Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/290

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
240 capitolo xi.


Le informazioni sulla strada, che ricevevamo da tutte le parti non potevano essere più scoraggianti.

— Pessima, orribile, impassabile! — ci aveva detto il Commissario di polizia con la sua impetuosa parola. — Avete trovato dei pantani in Mongolia? Troverete di peggio. Sapete, quel genere di pantano che gl’inglesi chiamano “bog„? Ebbene avrete del bog come non ne avete mai avuto. E discese da rompersi il collo. Salite da andar su con le funi. E sabbie alte un metro. Volete sapere qualche cosa di più? Oggi farò interrogare dai miei agenti gli unici uomini che frequentano quella strada, gli operai del telegrafo che vanno a ripararvi i guasti della linea. Avrete tutti i particolari. Per me credo, fermamente, sinceramente, che la vostra automobile non passerà.

— Possibile! — esclamavamo con la più dolorosa sorpresa, pensando a quelle belle doppie linee della carta geografica. — E pure abbiamo trionfato della strada fra Urga e Kiakhta!

Quelle nostre peripezie attraverso la Mongolia interessavano immensamente tutti i milionari del thè. La notizia della Pechino-Parigi aveva trovato a Kiakhta un pubblico che se n’era commosso. Delle speranze rinascevano. Si aspettava ansiosamente l’automobilismo a quella prova sulla terra mongola. Non sarebbe stato possibile sostituire il cammello con l’automobile, vincere la concorrenza della ferrovia nel trasporto del thè? Il nostro arrivo mise gli antichi mercanti di thè in emozione. Avevamo fatto il viaggio da Kalgan a Kiakhta in sette giorni, e le carovane ve ne impiegano venti. Ci domandavano mille cose, sul costo della benzina, sulla possibilità di portare grandi carichi, sul valore della macchina. Discutevano fra loro gravemente. Dai loro discorsi comprendemmo quale fosse la principale ragione che li aveva indotti a rimanere a Kiakhta: essi aspettavano che il Governo russo o quello cinese costruissero la ferrovia della Mongolia, ferrovia logica e perciò inevitabile. Potrà tardare, ma verrà. Allora Kiakhta legata a Han-kow interamente per strada ferrata, senza interruzioni, avrebbe pompato tutto il thè cinese dai luoghi stessi della