Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/292

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242 capitolo xi.


sarebbero state esaurite prima di giungere al prossimo deposito. Il prossimo deposito! Lo avremmo poi trovato, fuori della carta? Non saremmo dovuti rimanere in panna chi sa dove, per delle settimane forse?

La fortuna ci aiutò. Uno dei più ricchi mercanti di Kiakhta aveva avuto anni or sono l’idea di farsi venire una vetturetta automobile, e con la vetturetta una grande quantità di benzina. La piccola automobile ebbe la buona ispirazione di rifiutarsi improvvisamente al lavoro, per un guasto che il fabbro del paese non ha saputo ancora diagnosticare, e la benzina era rimasta in fondo ad un magazzino, quasi aspettando l’incredibile occasione di un passaggio di automobili. Fu il signor Sinitzin, il quale come agente della Banca Russo-cinese avrebbe dovuto ricevere il nostro deposito, che ricordò la vetturetta dell’amico e ci scovò il prezioso combustibile, proprio quando avevamo inutilmente tempestato di telegrammi urgenti mezzo impero, e ci rassegnavamo a tentare la sorte. E così completammo le nostre provviste.

Alla sera del 24 seppi dall’ufficio telegrafico di Maimachen che la Spyker era giunta quel giorno ad Urga. Ai 25 lo stesso ufficio m’informò che le De Dion-Bouton e la Spyker avevano lasciato Urga alla mattina all’alba. Nei pomeriggio cominciò a piovere.

— Ahi, i bogs del Commissario! — ci dicevamo sorridendo.

E pensavamo a quelle famose paludi, a quei pantani che ci minacciavano, e fra i quali la pioggia avrebbe distrutto presto ogni passaggio. Un po’ di pioggia è utile perchè rafferma le sabbie: troppa le cambia in mota. E il cattivo tempo aveva l’aria di stabilirsi con una certa costanza. Si stabilì tanto che ci accompagnò per cinquemila chilometri. Cadeva quel giorno una di quelle pioggie fìtte, eguali e noiose che fanno pensare all’inverno anche quando si ha caldo. Alla sera vennero a dirci che alcuni mongoli avevano visto dall’alto delle dune dei lumi sulla strada d’Urga, e si supponeva dovessero essere le altre automobili. La supposizione ci parve assurda. Esse avevano lasciato Urga alla mattina e non