Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/346

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292 capitolo xiii.


traversate si prova sempre un senso indefinibile di sospensione, di attesa, di concentrazione; si segue con vigilanza il progredire della macchina; vi si pone tutta la forza del pensiero, quasi per mettere nel lavoro della materia le energie della mente, per aiutare, sostenere, spingere, dirigere con la poderosa tensione della volontà. Non ricordo che noi ci siamo mai scambiati una parola in quei momenti.

La parte anteriore dell’automobile aveva già superato la metà del ponte. Si avvicinava al ciglio erboso. Ogni pericolo ci parve dissipato. Improvvisamente sentimmo uno scroscio spaventoso. Il tavolato aveva ceduto sotto il peso della parte posteriore della macchina. Si sfondava, si sfaceva; tutto il ponte si apriva, crollava. Quel rovinìo, a noi che v’eravamo in mezzo, parve in quell’istante vasto come un cataclisma.

Il motore tacque. La vettura, al momento stesso in cui si fermava, s’accasciò dietro con un moto repentino e greve, e battè col ventre sui resti del tavolato. Poi, con una continuità di movimento che non ci lasciava pensare e comprendere, sollevò in aria le ruote anteriori, mentre s’inabissava con la parte posteriore, e compiendo un mostruoso giro di bilancia prese una posizione verticale. Così si sprofondò nel torrente, fino in fondo, travolgendoci tutti e tre in mezzo ad un terribile rovinare di tavole e di travi schiantate, spezzate, schiodate. Arrivata ad immergere il cassone nell’acqua del torrente, non si fermò. Continuò il suo giro, si rovesciò all’indietro per abbattersi sul dorso, finche una trave la trattenne. E rimase quasi supina, con le ruote in su e il dorso verso il suolo, lasciando appena spuntare i fanali e il radiatore dalla rottura del ponte, al di sopra dei resti delle travi e delle assi infrante. Tutto questo era avvenuto in pochi secondi. L’automobile aveva fatto, con la lentezza d’un pachiderma, una specie di salto mortale indietro.

Non fu che più tardi che avemmo un’idea chiara di quanto era successo. Nel momento della caduta non vedemmo che confusamente; tutte le nostre facoltà erano intente alle persone; il