Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/365

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nel governatorato d’irkutsk. 311


Si allontanò di corsa, e comparve con gran mazzo di fiori che ci diede esclamando

— Li ho colti io, nella foresta. Graditeli. Ed ora, buon viaggio! A rivederci!

Un minuto dopo fuggivamo sulla via d’Irkutsk, con l’automobile tutta infiorata. Ma poco lontano dal villaggio trovammo la strada chiusa da una barra, vigilata da un doganiere. A quella barra finisce il regime delle tariffe doganali di favore del quale gode la Siberia orientale. Fummo fermati, interrogati da ufficiali. Essi non avevano ricevuto l’ordine di lasciarci passare; Kiakhta non aveva loro comunicato nulla; noi non possedevamo alcun documento che provasse il nostro diritto d’esenzione. Gentilmente fummo invitati ad aspettare l’indomani per proseguire il viaggio, quando l’ufficio delle Dogane d’Irkutsk avesse fornito spiegazioni. Tutte le nostre insistenze erano inutili. L’esibizione dei passaporti lasciava la dogana di Listwinitschnoje perfettamente indifferente e irremovibile. Tentammo un ultimo mezzo. Meraviglia! La barra sì sollevò, la guardia si mise sull’attenti, gli ufficiali sorrisero cerimoniosamente salutando con la mano alla visiera, e dicendo:

— Passate pure! Buon viaggio!

Che cosa era successo? Silenziosamente Borghese aveva mostrato due carte, le due carte magiche: la lettera del Ministro dell’Interno e quella del Direttore della Polizia. Non ci facemmo ripetere due volte l’invito, per paura d’un pentimento, e filammo a tutta velocità.

La strada era buona. Ce lo aveva detto il comandante del rimorchiatore:

— Su quella strada passano tutti i giorni dei funzionari che vengono da Irkutsk a Listwin per gli affari del porto e della dogana. Dove passano i funzionari la strada è sempre ben tenuta!

Correvamo sulla verde via dell’Angara, le cui acque impetuose hanno in vicinanza del Baikal due virtù insolite nei fiumi siberiani: non gelano mai, e si mantengono estate e inverno ad una temperatura costante di quattro gradi. Andavamo velocemente,