Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/379

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nel governatorato d’irkutsk. 325


I villaggi si rifugiano nelle valli per ripararsi dai venti impetuosi che soffiano dalle glaciali pianure del tundre al nord, e per avere dell’acqua. Le isbe si adunano in riva a limpidi ruscelli, sui cui bordi schiamazzano enormi branchi d’oche, destinate ad essere spedite gelate ai grandi mercati invernali della Russia. All’ingresso e all’uscita dell’abitato si leva un palo dipinto a striscie bianche e nere, e sul palo è inchiodata una tabella che porta scritto il nome del villaggio, la distanza del villaggioL’automobile affondata in un villaggio siberiano. — La popolazione si affretta al salvataggio. vicino, il numero dei focolari e degli abitanti: insomma un vero estratto di statistica per comodo dei funzionari che passano a raccogliere tasse o soldati. Una tabella indica la casa dello Starosta, un’altra la Zemstwoskaya Dom, cioè l’abitazione dove i funzionari in viaggio hanno diritto di alloggio. Vi è un’aria di militarizzazione in tutto ciò; pare che le case stesse siano arreggimentate, contate, messe in rango, e che, come le tende d’un accampamento, debbano trovarsi pronte a spostarsi e andare altrove al primo comando superiore. Si direbbe che non la necessità le abbia fatte sorgere, ma un ordine. I villaggi si trovano a distanze quasi