Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/421

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

tomsk la dotta 363


In quel mentre sopraggiunse un tarantas tirato da due cavalli, e ne saltò a terra un ufficiale di polizia che ci domandò con premura che cosa fosse successo.

— A Tomsk — ci disse — è giunta la voce che eravate stati assaliti. Il governatore, colonnello barone De Nolcken, mi ha fatto comunicare questa notte l’ordine di partire immediatamente alla vostra ricerca. Ed eccomi qui, trottando da villaggio a villaggio. Sono felice che siate sani e salvi.

— Tutta colpa delle strade.

— Eh sì, le strade sono pessime.

— Che cosa ne fanno dei denari che ci prendono — mormorò un mujik vicino a noi — se non accomodano nemmeno le strade? Mangiano come lupi....

Pareva che la macchina stesse per uscire dal pantano senza incidenti, quando la vedemmo improvvisamente abbassarsi, e fermarsi con le ruote quasi sepolte. Inutilmente i cavalli frustati e aizzati con grida puntavano le zampe e tendevano i muscoli: la macchina era immobile. Dovemmo far portare delle travi, ripetere la vecchia manovra delle leve, sollevare l’automobile così. Poi attaccammo allo chassis altre corde per tirare anche a braccia; più di trenta uomini vi si attaccarono; altri spinsero l’automobile e infine, lentamente, la macchina potè essere condotta in salvo, fuori del villaggio, dove riprendemmo il cammino sempre difficile.

Due ore dopo eravamo in vista delle scintillanti cupole di smalto e d’oro di Tomsk, che si levavano sullo sfondo cupo della foresta. Incontrammo degli agenti a cavallo spediti ad incontrarci, i quali scorgendoci da lontano tornarono indietro a gran galoppo per annunziare il nostro arrivo. La guarnigione era accampata fuori della città, secondo l’uso dell’esercito russo nei brevi mesi dell’estate, ed una folla di soldati accorreva a vederci.

Il capo della polizia, circondato dai suoi ufficiali, ci aspettava all’ingresso di Tomsk e ci salutò cordialmente.

— Il governatore vi aspetta —. ci disse poi — Desidera vedervi subito.