Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/451

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sulla steppa 393


scendono fino a Tobolsk. Abbiamo trovato sul bordo del fiume una grande carovana di contadini che tornavano da Omsk dove erano stati a comperarsi delle falciatrici e delle erpici americane, ed aspettavano per passare all’altra riva. Erano tutti emigrati, oriundi delle provincie tedesche, ed avevano infatti più il tipo teutonico che il tipo slavo. Si dicevano contenti della nuova patria. Una gran parte della trasformazione della Siberia è operata da uomini di questa razza. La ruota nuova fabbricata in sette ore
da un fabbricante di teleghe e i suoi aiutanti in un villaggio russo tra Perm e Kazan.
Fotografia presa nella fucina.

Attraversammo l’Irtysch sopra una barca che aveva per motore quattro cavalli, come quella sul Tom, e che era comandata da un magnifico capitano barbuto, il quale cavalcava, frustava e gridava per mantenere il motore al trotto. Abbiamo ripreso la corsa. Trascorrevano le ore. Sfilavano i numeri delle verste. E passavamo per villaggi le cui casette hanno i tetti interamente coperti di zolle erbose, tetti fioriti; si sarebbe detto che le casupole fossero sorte dal suolo sollevando pezzi di prato. Alle dieci scorgemmo sull’orizzonte una grande colonna di fumo.