Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/466

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406 capitolo xviii.


laggi s’erano fatti rari; passavano lunghe, ore senza vederne alcuno. Poi la foresta si richiuse su di noi in pinete secolari, magnifiche, caratteristiche degli Urali. La strada vi correva infossata. Pareva tagliata in una valle di tronchi maestosi. Ma la foresta aveva delle radure, e nelle radure sorgevano ville signorili. Dalle verande gruppi di eleganti signore ci salutavano. L’aspetto primitivo del paese mentiva: eravamo vicini a una grande città, e città ricca. Jekaterinburg si annunziava. Jekaterinburg la capitale mineraria della regione degli Urali, il gran mercato dell’oro e del carbone.

Erano le sette, quando in cima ad una salita scorgemmo una folla che agitava le braccia. Le arrivammo vicino e intorno a noi si levò un lungo hurrah! Anche Jekaterinburg ci aveva mandato avanti il suo saluto.

Seguiti da biciclette e da vetture entravamo poco dopo nell’elegante città, mentre si rovesciava un diluvio d’acqua. A Jekaterinburg, fra le più simpatiche e cordiali accoglienze, trascorremmo le ultime ore della nostra vita asiatica, cominciata a Pechino, seimila chilometri lontano.


Abbiamo passato il confine geografico dell’Europa nella mattina del 20 Luglio, alle ore 5,17.

Vicino alla strada, in una piccola radura in mezzo alla foresta, al valico d’una delle più alte vette degli Urali, si erge un obelisco di marmo, sulla cui fronte orientale è incisa la parola “Asia„; e sull’occidentale la parola “Europa».

Aspettavamo con impazienza questo varco. Avevamo parlato più volte dell’istante in cui saremmo passati da un continente all’altro, di quell’istante fuggevole e pure indimenticabile, grave, pieno di significazione profonda, nel quale avremmo finito di correre sul suolo asiatico. In quell’attimo compivamo l’intera traversata dell’Asia dal suo più lontano confine, dalle rive dell’Oceano Pacifico. In quaranta giorni avevamo percorso tutto l’immenso antico continente. Passo per passo ci era nota una delle più