Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/499

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CAPITOLO XX.


DAL VOLGA ALLA MOSKWA

La Siberia che torna — Un villaggio ostile — L’ospitalità d’un mugnaio — Nishnii-Nowgorod — L’odissea d’un dispaccio — La Strada — Wladimir — Una panna volontaria — Mosca ci accoglie — Sulle rive della Moskwa.

A Kazan le molle furono riparate. L’operazione si compiè rapidamente nella notte. Un fabbricante di molle da vetture si assunse l’incarico di rifare i “fogli„ spezzati in dieci ore, e mantenne la parola. Alle nove del mattino, 24 Luglio, potevamo lasciare Kazan con la macchina in perfetto ordine. Passammo sotto alle severe muraglie del Kremlino, di quell’antica cittadella tartara che ha una delle più torve storie di fuoco e sangue, che vide le stragi di cristiani ordinate da Makhmet-Amin, le stragi di tartari ordinate da Ivan IV, le stragi di nobili ordinate dal ribelle cosacco Pugatcheff, che vide quattro volte la città saccheggiata e annientata. Arrivammo al lontano operoso sobborgo dell’Ammiragliato, poi al porto sul Volga.

Il gran fiume, il massimo fiume d’Europa, ampio, maestoso, lento, superbo, era pieno di battelli, di grandi vapori che vanno a navigare fin nel Caspio, di chiatte, di rimorchiatori, di piroscafi da passeggieri. L’imminenza della fiera di Nishnii-Nowgorod lo affollava. Esso sorregge sulla superfìce delle sue acque uno