Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/541

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

lasciando la russia 477


pero russo, provavamo l’impressione d’avere percorso ad un tratto distanze incommensurabili.

Non ci sembrava quasi possibile che all’alba del giorno avanti noi si corresse sulla Netvskj Prospekt. Pietroburgo ci pareva già molto lontana fra i ricordi del viaggio.


Ventiquattro ore dopo, Wierzbolow russa e la vicina Wirballen tedesca, Königsberg, Elbing, Marienburg, Stargard, tutte Arrivo a Wladimir, l’ultima tappa prima di Mosca. queste città erano passate davanti ai nostri occhi in rapida successione, in una confusa fantasmagoria. Berlino non era lontana che una breve giornata di marcia. Avevamo percorso quasi 450 chilometri in un giorno. La nostra automobile, la nostra grossa e buona “bestia„ — come la chiamavamo familiarmente, s’era slanciata a cinquanta chilometri all’ora sulle perfette strade prussiane: una velocità insperata. Ci sembrava di sentire nella macchina una furia intelligente, un poderoso desiderio di farla finita, di divorare ad un tratto le ultime migliaia di chilometri che ci separavano dalla mèta.