Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/549

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avvicinando la mèta 483


Passiamo Czersk, Konitz, Flatow, villaggi che sembrano piccole città. Ecco una grande differenza colla Russia, dove quasi tutte le città sembrano grandi villaggi. Passiamo per Deutsche-Krone, arriviamo alle undici a Landsberg; e tutte e due hanno già una piccola aria berlinese. Mentre percorriamo lentamente la via principale, una voce chiama Borghese affannosamente.

Qualcuno corre dietro all’automobile. Il Principe riconosce nell’inseguitore uno dei dirigenti della fabbrica Itala. Trafelato, senza cappello, commosso, con gli occhi rossi, ci saluta espansivamente. Lo segue un biondo collega del Lokal Anzeiger, anche lui a capo scoperto. Essi, in automobile, avevano passato la notte a cercarci da città a città; erano risaliti fino a Dirschau domandando inutilmente di noi. E per due volte essi erano passati sotto le finestre del piccolo albergo di Stargard, dove dormivamo saporitamente in incognito. Credevano a qualche spaventosa catastrofe, ci supponevano annichiliti, noi con l’automobile, quando dall’interno di una birreria ci avevano visto improvvisamente passare.

Immediatamente la notizia della nostra presenza si sparge tra la folla, che si assiepa. “Sono i Cinesi! — gridano — sono i Cinesi!„ Compaiono come per incanto corrispondenti di giornali e fotografi. I trams si fermano e i passeggeri ci ammirano stupiti dai finestrini; i conduttori dimenticano il servizio e si affacciano dalla piattaforma; accorrono guardie a mantenere l’ordine. Noi, coperti di polvere, coi nostri orribili occhiali automobilistici (inaugurati a Pietroburgo) che ci fanno somigliare a ranocchi, ci troviamo così poco degni di ammirazione che ci rifugiamo nella birreria in cerca di birra e di tranquillità.

Decidiamo di partire per Berlino: e all’una corriamo nuovamente in aperta campagna. Qualche ora dopo incontriamo tre automobili imbandierate: sono altrettante Itala berlinesi, piene di colleghi in automobilismo e in giornalismo. Fra questi ultimi i corrispondenti dei principali giornali italiani. Il telegrafo, mentre ignari sorbivamo dei gran bicchieri di birra fresca a Landsberg, aveva propalato ai giornali di Berlino la notizia del nostro arrivo, e ci