Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/554

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488 capitolo xxii.


dell’Automobile Club che ci precedono, e con quelle dei colleghi francesi che ci seguono: sette grandi automobili che si rincorrono a sessanta chilometri all’ora.

Alle cinque e mezza attraversiamo Potsdam, dalle case basse, bianche, ovattate di boschetti verdi —- come per mantenervi meglio il silenzio che si conviene ad un borgo imperiale — circondato da malinconici laghetti e canali, sulle cui acque chiare oscillano piccoli, candidi yackts. Siamo in una campagna aristocratica che ripudia le coltivazioni.

Ma presto la visione si trasforma. Ci troviamo nuovamente in mezzo alla ricchezza dei campi. Diciamo addio agli ospitali amici del Club Imperiale, che dànno a Borghese le ultime indicazioni sulla strada, e ripartiamo, velocemente. Alle sei e mezza passiamo Brandeburgo. Incontriamo dei gruppi di operai che arrivano dalle loro case campestri in bicicletta, pedalando velocemente tutti insieme, col sacco sulle spalle e la gran pipa di porcellana in bocca; dobbiamo rallentare spesso per lasciar passare i carretti dei lattai, tirati da un uomo e da un cane apparigliati.

Una batteria d’artiglieria che si reca alle manovre chiude la strada; per alcuni minuti marciamo al passo dei cavalli, fra i soldati dall’elmetto luccicante, in mezzo al frastuono dei cassoni e degli affusti. Alcuni soldati ci riconoscono e ci sorridono, non potendo salutarci altrimenti senza infrangere la disciplina; sussurrano qualche cosa di noi ai compagni, che si volgono, e subito tutti fanno largo per lasciarci passare.

Più tardi incontriamo una pattuglia di ussari in vedetta, immobili sulla sella, appoggiati alla lunga lancia con la banderuola bianca e nera rivolta a terra per non lasciarne scorgere lo sventolio al supposto nemico. Evidentemente corriamo sul campo d’una finta battaglia. Infatti, ecco laggiù il polverìo d’uno squadrone di cavalleria che passa al gran trotto. Non scorgiamo altri soldati sulla campagna.

Quando alle otto arriviamo a Magdeburgo, siamo fermati da un altro episodio militare: un reggimento di fanteria in marcia.