Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/553

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avvicinando la mèta 487


evening-dress. “Evviva! Buona fortuna!„. Le grida si ripetono. Stringiamo una quantità di mani tese che cercano le nostre, cappelli e fazzoletti si agitano, mentre il corteggio delle automobili si allontana veloce per il viale deserto sul quale gli alberi militarmente allineati gettano penombre verdi.

Ogni tanto le vetture, forzando il motore, escono dal seguito e ci vengono fianco a fianco a ripeterci il saluto e gli auguri e a lanciarci dei fiori. Noi non protestiamo più, accettiamo gli omaggi. Non siamo più nemmeno sorpresi, come a Mosca, come quando udimmo i primi applausi. Ammettiamo la popolarità come un fenomeno impreveduto, come un inatteso ed esorbitante compenso alle passate solitudini; ma ci commove profondamente quest’atmosfera di simpatia che ci circonda; la benevolenza paterna della folla, anche immeritata, ci arriva all’anima; ascoltiamo con riconoscenza infinita questa voce continua e grave che ci dice: “Ben tornati!„.

Il gruppo disordinato delle automobili, sulle quali sventolano bandiere tedesche e italiane, attraversa l’Arco di trionfo e s’inoltra nel celebre Viale Vittoria, ove fra il verde rigoglioso del Tiergarten biancheggiano le statue dei grandi uomini tedeschi allineati quasi per una fantastica rivista. E ci troviamo dopo pochi minuti per le strade ancora silenziose dei quartieri eccentrici. Le automobili le destano col suono continuo e discorde di tutte le trombe e le cornette: una barbara fanfara che dà l’idea d’uno stravagante moderno hallali.

Presto spariscono al nostro sguardo le cupole e i pinnacoli; entriamo in una regione di ville e giardini. Berlino, con i suoi gravi splendori, è ormai lontana, divenuta anch’essa un fuggevole, simpatico ricordo di questa corsa, come Pietroburgo, come Mosca. Non abbiamo più altre capitali davanti a noi fuori che Parigi.

A Parigi dunque!

Borghese accentua la velocità. Non tutti possono seguirci. Gli ultimi saluti si estinguono lontano. Chi non ha la forza di raggiungerci ci manda il suo grido. Rimaniamo con le vetture