Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/574

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508 capitolo xxiii.


lancia coscienziosamente sul petto dell’eminente collega Enrico Des Houx gridandogli: À vous, Monseigneur!

Avvicinandoci a Joinville anche in aperta campagna, lungo i filari degli alberi, vi è gente che si affolla, venuta dalle ville dei dintorni, e che ci saluta con un entusiasmo sempre più grande ed espansivo. I carrettieri gridano: Bravo mon gars! — A Saint Maurice troviamo il passaggio a livello chiuso per il treno, ci fermiamo alcuni minuti. I gendarmi debbono tener lontana dall’automobile la calca. Traversiamo il bosco di Vincennes: molti ciclisti si sono uniti al corteo delle automobili e precedono la nostra macchina a rischio di esserne schiacciati. Gridiamo loro di stare attenti, quando si avvicinano troppo alle ruote; per risposta essi agitano i berretti urlando: Vive le prince!

Da ogni parte udiamo il grido di viva. Gli omnibus, i trams ai fermano e i passeggeri in piedi battono le mani. Un temporale si avvicina. Il cielo si è ricoperto di nuvoloni neri che salgono incalzandosi: ma la folla non si dirada. A Saint Mandé comincia a piovere, e l’acqua non ci lascia più. Partimmo con la pioggia da Pechino: dovevamo arrivare con la pioggia a Parigi.

Nel corso di Vincennes ci fanno fermare ancora: siamo in anticipo sull’ora fissata per il nostro ingresso. I ciclisti improvvisatisi in scorta d’onore sono aumentati al centinaio e fanno intanto delle fantastiche evoluzioni intorno a noi: siamo circondati da un intreccio di ruote in movimento.

Alle quattro una strana macchina compare da Parigi e si mette in testa al corteggio. È una di quelle gigantesche automobili a venti o trenta posti che servono a portare in giro le carovane di touristes desiderosi di visitare Parigi in poche ore. Vi è allocata una fanfara armata di lunghe trombe e di tube, ed è sormontata e circondata da trofei e fasci di bandiere francesi e italiane: un carro un po’ da Mi-Carême, ma che è sembrato indispensabile per aggiungere solennità all’arrivo. La fanfara intona la marcia trionfale dell’Aida: è l’entrata di Ra-