Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/61

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CAPITOLO II.


LA PARTENZA

Il Principe Borghese — L’«Itala» — I preparativi — Vigilia d’armi — La partenza.


Il Principe Borghese aveva percorso in sei giorni cinquecento chilometri a cavallo, esplorando tutti i sentieri che conducono a Kalgan, e misurandone le incassature per mezzo di un bambù tagliato della larghezza dell’automobile. La Principessa Anna-Maria sua moglie, insieme ad una signorina amica, lo aveva accompagnato nell’aspra cavalcata, e le due signore, munite anch’esse dei loro bambù misuratori, avevano pure lavorato come semplici agrimensori alla verifica delle minime larghezze. In molti punti la strada si sdoppiava, si ramificava, ed era necessario conoscere tutti i passaggi per scegliere il migliore. Il Principe tornò a Pechino con tutto un piano topografico nella sua mente.

Egli ha una mente prodigiosa. Su di essa rimane come fotografato tutto ciò che gli occhi hanno visto. E tutto ciò che le orecchie hanno udito. Nomi, date, frasi di lingue orientali, le cose più difficili a rammentarsi, rimangono scolpite in quella memoria di ferro. Don Scipione non prende mai appunti; non ne ha bisogno. Il suo cervello trattiene e cataloga ogni cosa. Di una strada percorsa dieci anni prima egli può dirvi: Al tal chilometro v’è un albero così e così. Viaggiando in paesi nuovi, a cavallo o in auto-