Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/70

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28 capitolo ii.


Longoni, un simpatico giovane, si trovava aggregato alla spedizione, credo, più per amore dello sport che per dovere giornalistico. Egli doveva intraprendere il viaggio sopra una delle De Dion-Bouton.


Intanto si avvicinava la data della partenza.

Gli europei di Tien-tsin e di Pechino non parlavano d’altro ormai. Bisogna convenire che rimanevano ancora molti increduli nel pubblico. Due categorie d’increduli: gli assoluti che non credevano neppure alla partenza, e i relativi che credevano ad un immediato ritorno a Pechino dopo un vano tentativo di salire le montagne di Nan-kow. Certo, l’ascensione delle montagne presentava tali difficoltà che il Principe Borghese stesso non si diceva sicuro di superarle.

Bisognava escludere la possibilità di percorrere l’intera strada di Kalgan usando del motore. E prima di tutto perchè non esiste strada. Da migliaia d’anni le carovane di cammelli, di muli, i carri, i palanchini, recandosi da Pechino a Kalgan e da Kalgan a Pechino, hanno finito per tracciare dei sentieri, per ritrovare i passi meno difficili, modificando di tanto in tanto i loro itinerari a seconda che una frana chiudeva sul monte un vecchio sbocco o che una inondazione allagava in basso i viottoli della pianura. Era necessario trainare le automobili con muli e uomini. Usare della sola trazione animale sarebbe stato pericoloso perchè troppo violenta; non si può pretendere dal mulo uno sforzo intelligente, ora cauto, ora impetuoso. Gli uomini avrebbero fatto da regolatore. Ma anche trascinate, le automobili sarebbero potute passare per tutto? In molti punti il bambù del Principe aveva trovato appena lo spazio sufficiente, e in quei punti sarebbe bastato un piccolo errore di direzione per spezzare una ruota o rompere un’asse.

Vi è a Pechino un’antica impresa di trasporti, una specie di posta privata, alla quale si ricorre per spedire degli oggetti in qualunque parte dell’Impero. Essa gode di privilegi imperiali, possiede carri, cavalli, ha al suo soldo carrettieri e carovanieri. Il Prin-