Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/81

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la partenza 39


mito di marinai nostri, che in piedi, come fossero sui pennoni delle loro navi, ci mandano il triplice saluto alla voce: Hurrah! Hurrah! Hurrah!

Sentiamo in noi un impeto strano, la sensazione di poter rispondere con un grido più potente del loro, di poter spandere su tutta l’immensa città l’ampia voce della nostra emozione: ma non sappiamo fare altro che scoprirci silenziosamente. E lo sguardo nostro corre con raccoglimento affettuoso lungo quella generosa e vigorosa schiera, che ci acclama dall’alto di spalti fortificati sui quali dovrà forse un giorno salire per combattere.

Il concerto cessa di suonare e si tira in disparte. Il tumulto dei saluti si allontana. Nulla più ci trattiene. “Avanti? — Avanti!„ si gridano i guidatori, e le automobili aumentano gradatamente di velocità. I motori cantano in un tono più alto. Dietro a noi gli ufficiali a cavallo si spingono al galoppo, ma la distanza si allunga e li perdiamo di vista.

E sulla strada, mantenuta sgombra da soldati cinesi, fra due ali di popolo muto, non rimangono che le cinque automobili, inseguentisi attraverso la Capitale dell’Impero Celeste ad una velocità che non vi fu mai vista, e che forse non vi si vedrà mai più.