Pagina:Barzini - Sui monti, nel cielo e nel mare. La guerra d'Italia (gennaio-giugno 1916), 1917.djvu/28

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tines, dalle consuetudini, dalle abitudini, deve costituire la preoccupazione più viva e l’occupazione più alacre del Governo. Essa è urgente come la preparazione di una medicina quando ne va della vita o della morte.

Se vi fossero delle incompetenze, si sopprimano inesorabilmente; se vi fossero conflitti di poteri, si eliminino i conflitti, e magari i poteri — ce ne resteranno sempre abbastanza — ma si semplifichi, si arrivi alla produzione nel modo più diretto e efficace. Non si risparmi denaro, si risparmi il tempo. Perchè questo tempo è prezioso e fatale e chiude in ogni sua ora il seme di secoli di storia.

L’avvenire nostro si plasma in queste ore di attesa quanto e più che nella battaglia. Chi ha il còmpito di fornire all’esercito i suoi mezzi, fa la guerra non meno di Cadorna che ne assume tutta la gigantesca responsabilità. Fa la guerra ed è necessario che se ne accorga.