Pagina:Barzini - Una porta d'Italia col Tedesco per portiere, Caddeo, Milano, 1922.djvu/103

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 93 —


idee, e reseringeva le sue direttive in vuote formule demagogiche. In fondo il Governo non dava troppa importanza alla situazione atesina, preso come era dalla questseione adriatica nella quale si raccoglieva tutta la politica estera ed interna dell’Italia. Adoperava l’Alto Adige come campo dimostrativo per dare agli avversari un esempio allettevole della soavità esemplare dei nostri sistemi di governo.

Il fatale abbinamento della questione adriatica e di quella tridentina ha contribuito pure a privare l’Alto Adige di una sistemazione. Fronteggiavamo nelle due Venezie problemi radicalmente diversi che reclamavano diverse soluzioni, ma questa evidenza non è stata riconosciuta. Sull’Adriatico gl’italiani nella loro lunga lotta di resistenza contro gli slavi avevano avuto per costanti alleati i tedeschi, quei tedeschi che erano invece gl’inesorabili sopraffattori degli Italiani sull’Adige. È naturale che i tedeschi del Verband siano stati sempre accolti con strano favore all’Ufficio centrale per le nuove province dominato da elementi adriatici, colti e patriottici, ma che non possono giudicare se non attraverso la loro speciale esperienza e la loro mentalità. L’elemento trentino non ha avuto analoghe influenze nella direzione delle cose che riguardavano il loro paese. Si è avuta per i trentini in genere una diffidenza onorevole; si è pensato che avevano troppo sofferto sotto ai tedeschi per non odiare fino alla rappresaglia. Si è errato per generalizzazione.